Esperimenti con l’IA

Da poco più di un anno ho un account Pro di Claude, che ho inizialmente creato vista la sua abilità nello scrivere codice al posto mio. Ho prima creato una serie di script (che ora sono una webapp) per migrare da Anobii a Notion il mio database dei libri. Poi l’ho usato per un piccolo tool che uso per storicizzare i progetti su cui lavoro e capire come sono andati in termini di rapporto tempo-guadagno.

Avendo un account Pro ho iniziato a usarlo sempre di più, soprattutto man mano che il piano aumentava la capacità di interazione e le dimensioni del contesto a disposizione. Lo uso regolarmente per fare brainstorming rispetto ai workshop che progetto, per fare benchmark di prodotti da acquistare, per aiutarmi a capire nuovi concetti che incontro per la prima volta.

Sull’impatto dell’IA sui miei e vostri processi, vi rimando alla tetrade di McLuhan per chiedervi: che cosa abilita? che cosa rende obsoleto? che cosa recupera che prima era obsoleto? che cosa ribalta, se spinto al limite?
Sono domande molto belle, alle quali però non intendo rispondere in questo post.

Scrivo questo post per segnalare che l’altro giorno mi sono detto: “hey ma perché non usi Claude per aiutarti a scrivere sul blog?” Da quando ho iniziato la mia (lentissima) fuga dai social network, una delle cose che sapevo mi sarebbe mancata era la possibilità di condividere quello che penso. Sotto forma di piccolo meme o di opinione più o meno lunga. Il mio piano è utilizzare questo spazio al posto dei social, solo che in questa fase della vita il tempo da dedicare alla scrittura è proprio poco-pochissimo.

Mi piace tanto leggere quanto scrivere, ma questa seconda cosa è per me un’attività innanzitutto riflessiva: mi aiuta a chiarire le idee. Questo significa che ogni volta che mi metto a scrivere, tendo a partire per la tangente, prendere mille strade diverse per poi, a seconda del tempo a disposizione, concludere a notte fonda o abbandonare quello che stavo facendo. Così, anche quando vorrei usare questo blog per una rapida condivisione di qualcosa che ho pensato, mi ritrovo con una bozza caotica e niente di pubblicato.

Così ieri, dopo aver per l’ennesima usato Claude come supporto alla creazione di contenuti per un workshop, ho provato a configurare un piccolo progetto che mi supporti a scrivere contenuti qui. Per iniziare ho creato una pagina che è una specie di dichiarazione. Mi ricordavo di questa simpatica iniziativa humans.txt e penso sia un’epoca in cui essere trasparenti rispetto al contributo dell’IA sia una bella opportunità.

Tra l’altro a me non interessa minimamente fare SEO, marketing o trovare follower, mi va benissimo che questo blog sia frequentato da pochissime persone che mi conoscono personalmente. Volevo rassicurare proprio loro che qui non troveranno mai roba piena di emoji e frasi catchy come i post che vedo su LinkedIn tutti i giorni 😛. L’IA scrive sicuramente delle belle frasi, ma le emoji o le cose che leggerete qui le avrò scritte sempre io. Semplicemente Claude mi supporterà nel riuscire a pubblicare un po’ più rapidamente. Alle volte ricordandomi di non partire per la tangente, altre volte suggerendomi come organizzare il discorso, altre volte provando a scrivere dei testi che sistematicamente ritoccherò.

Ci sono un sacco di domande che mi girano in testa mentre faccio questi esperimenti: sull’originalità, sulla creatività, su cosa succederà quando l’IA avrà più contesto generato da altra IA che non da esseri umani. Ma teniamole per un’altra volta ☺️


✍️ Scritto al 95% da un essere umano. Questo post è stato immaginato e scritto quasi interamente da me. L’intelligenza artificiale mi ha supportato nella fase di brainstorming, ha generato l’ultima frase e l’immagine di copertina.

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